La scuola che vorrei… di Emanuela Ravot
Ultimo aggiornamento Sabato 01 Maggio 2010 22:00 Scritto da emanuela Sabato 01 Maggio 2010 21:16
C’è una scuola i cui margini della didattica vanno oltre gli angusti confini dell’aula di una scuola dell’infanzia, sempre troppo stretta per piccoli mostri agitati dai 3 ai 6 anni; c’è una scuola che guarda al mondo esterno con gli occhi bramosi di conoscere che solo i bambini sanno avere; c’è una scuola in cui continuità verticale (con i diversi gradi di scuola) e continuità orizzontale (con le famiglie e le agenzie del territorio) sono parole d’uso quotidiano, non termini teorici di programmazioni e progetti.
È la scuola che vorrei…
Basta poco e la scuola dei desideri si trasforma in realtà. Sei insegnanti indaffarate (Antonietta, Laura, Patrizia, Anna, Assuntina ed Emanuela coadiuvate da Paola, Marilena e Simonetta); settanta bambini pronti a tutto pur d’imparare, nell’incoscienza di farlo pensando sempre di giocare; tre sezioni (classi di bambini) omogenee per età (che per la scuola dell’infanzia non è la norma); e un progetto che la Regione Sardegna approva per diffondere e favorire la lingua e la cultura sarde.
Poi ancora tanto impegno, collaborazione, costanza…insomma, tanta voglia di fare ed essere scuola!
Ah dimenticavo! C’è poi l’incontro speciale quello con l’Associazione sbandieratori e musici della città dei candelieri - Sassari. Sono loro gli ospiti esclusivi della scuola dell’infanzia di Via Sulcis del 6° Circolo Didattico di Sassari, sono loro i coprotagonisti di otto incontri (più quattro dedicati alle insegnati) in cui mostreranno ai piccoli mostri agitati (veri protagonisti) come si sbandiera, si batte il ritmo sul tamburo, ci si muove scandendo il tempo con un passo cadenzato.
E poi, neanche a farlo a posta, i nostri ospiti sono anche loro frutti maturati al sole di una scuola che fa!
Sì, perché questa associazione nasce da un progetto ideato e realizzato presso l’Istituto IPIA (Istituto Professionale Industria e Artigianato) di Sassari, da un gruppo di alunni che partecipando ad un concorso d’idee proposto dal Banco di Sardegna, ipotizza un’attività produttiva; coordinati dal Prof. Danilo Nardi (anche lui pazzo come noi, con in testa il sogno di un’altra scuola!), i ragazzi trasformano il progetto in realtà e da allora, ogni sabato sera, l’IPIA offre i suoi spazi per le prove di coreografie, sempre più ardite, da presentare in spettacoli sempre più richiesti. Finché quest’anno, i giovani sbandieratori da studenti sono diventati maestri per i bambini più piccoli. E vedeste, con quanto impegno si avvicinano a loro, con l’attenzione di chi vuole trasmettere una vera passione (eppure hanno solo tra i quattordici e i vent’anni! )
Da parte nostra, invece, il progetto annuale, Colore, musica e movimento, sfondo comune delle attività quotidiane della maggior parte delle sezioni del Circolo, si arricchisce nei mesi di Aprile, Maggio, Giugno del percorso ideato da Laura che aggrava di lavoro tutte noi che sorridendo ci rimbocchiamo le maniche e ci diamo da fare, chiedendo l’aiuto costante di famiglie e genitori.
-Chi viene stasera dalle 16 alle 18 a scuola a cucire pettorine e bandiere?
E la scuola del fare coinvolge mamme e nonne, nonché impacciate maestre coordinate da una più esperta collega (Antonietta).
-Chi viene venerdì alle 18:30 nel cortile dell’IPIA a sbandierare e suonare con i propri figli?
E finalmente anche i papà sono lì (anche quelli mai incontrati a scuola) a lanciare in aria bandiere come se non avessero fatto altro in tutta la loro vita, davanti agli occhi stupiti dei figli, delle mogli e delle maestre (trasformate per l’occasione in mamme che portano i figli a sbandierare).
È così che la scuola si offre al territorio. Come un cubo di carta dai margini scollati, le pareti della nostra scuola si aprono e diventano il piano su cui costruire conoscenza e cultura ad ogni età. E tutto ciò va oltre le indicazioni europee di formazione permanente, è lo sguardo innamorato di un bambino che pensa guardando i propri genitori Anche a voi, mamma e papà, piace fare le stesse cose che faccio io a scuola. Allora questa scuola è proprio bella!
Tutto ciò è molto di più di una proposta europea da attuare entro il 2010 è la base più solida su cui costruire il rispetto reciproco e la collaborazione tra famiglia e scuola, tra scuola ed agenzie del territorio.
E poi come finisce la storia? Chiedono sempre i bambini, ma vorranno di certo sapere anche gli adulti.
Ma con una bella festa finale in cui ormai esperti sbandieratori-bambini e piccoli tamburini si esibiranno davanti alla folla in delirio dei familiari festanti; saluteremo chi il prossimo anno andrà alla scuola primaria, e l’arrivederci al prossimo anno sarà per tutti gli altri, anche al nostro team docente che ha dimostrato che la vera professionalità nasce dal saper lavorare insieme!
E gli sbandieratori e i musici che parte avranno nella festa finale?
Questa è una sorpresa che ancora non si può raccontare!


